Le streghe sono realmente esistite? Secondo le leggende popolari medievali sì. Parliamo di quel periodo storico della Riforma protestante e Controriforma cattolica, quando la Chiesa cattolica e protestante accusava donne innocenti di stregoneria. Queste donne erano delle chiromanti, che attraverso pozioni e infusi, dicevano di prevedere il futuro, e di avere poteri speciali. Scaturì una psicosi generale contro di loro, accusate di aver portato epidemie e disgrazie. Questo è uno dei motivi principali che ha portato alla “Caccia Alle Streghe”.

LA STORIA

Questo avvenimento si sviluppò a partire dall’Europa e il Nord America, e provocò moltissime vittime innocenti in quegli anni. Nel Medioevo era diffusa una paura nei confronti di ebrei, mussulmani, lebbrosi, e poi verso le streghe, considerate il peggiore nemico. I cristiani identificavano le streghe con Satana, perciò si sentivano in dover di ucciderle, in quanto in questo modo stavano purificando il mondo dal male. La Chiesa istituirà una teologia su questo fenomeno e che ha portato alla stesura di un manuale scritto in modo da risultare comprensibile solo alla classe colta, il Malleus maleficarum. Precedentemente c’era un testo di riferimento per i casi di stregoneria, l’antico Canon episcopi.

«Ai nostri giorni, coloro che si sono interessati alla salute del corpo e dell’anima e a ciò che le streghe, donne vampiro, negromanti e altri analoghi scellerati mettono diabolicamente in opera contro la stirpe umana, ci hanno fatto conoscere per filo e per segno le confessioni degli autori di sortilegi […]» (Guaccio, Compendium maleficarum, 1626).

La Chiesa utilizzava l’Inquisizione come strumento di controllo per circa cinque secoli. Si diffuse un clima di terrore che ha causato 50mila vittime in Germania, 5mila in Italia. Parte celata della storia, di cui non si hanno molte testimonianze e documenti, poiché sono stati bruciati.

I LUOGHI ITALIANI DELLA CACCIA ALLE STREGHE

Ci sono alcune località della penisola italiana che sono famose per essere interessati dalla caccia alle streghe. In Valcamonica tra il XV e il XVI secolo si era diffusa una persecuzione nei confronti delle streghe, in particolare del monte Tonale. Ci furono roghi, torture, processi, da parte dell’Inquisizione.

A Benevento c’erano le janare, da «Daianare» ossia sacerdotesse della dea Diana, perseguitate dai cristiani. L’inizio della loro persecuzione avvenne con san Bernardino da Siena che accusava le donne di essere causa di sciagure e per questo dovevano essere uccise. A Triora nel 500 furono perseguitate tantissime donne accusate di rapporti col demonio, blasfemia, messe in carcere e molte di loro uccise. Nella località di Volterra si ritiene che le streghe si raggruppassero ogni sabato sul grande sasso della Mandringa. Qui ricordiamo la condanna a morte della prima strega italiana, Aradia, che in realtà riuscì a sfuggire all’esecuzione, scappando.

A Pisogne nel 1518, otto ragazze furono accusate di stregoneria e messe al rogo in piazza. I sacerdoti obbligarono le ragazze ad ammettere le loro colpe sotto le più spregevoli torture. A Novara, grazie al romanzo La chimera di Sebastiano Vassalli, si ricorda la vicenda di una giovane orfana, Antonia, accusata di stregoneria dalle donne del paese. La ragazza fu realmente processata e sottoposta a torture.

I LUOGHI ITALIANI DELLA CACCIA ALLE STREGHE
I LUOGHI ITALIANI DELLA CACCIA ALLE STREGHE