Intorno al XII secolo nelle principali città medievali nascono una serie di associazioni per tutelare e categorizzare i mestieri, stiamo parlando delle Corporazioni delle Arti e Mestieri. Si ebbe uno sviluppo prevalente nei comuni dell’Italia centrale e settentrionale, e in particolare a Firenze. In Italia si parla di “arti”, suddivise in “arti maggiori”, ovvero di mercanti, banchieri e “arti minori” con artigiani e commercianti, che a loro volta sfociavano nelle corporazioni. La corporazione aveva la funzione di difendere l’esercizio di ogni mestiere, contro anche coloro che lo praticavano senza esservi iscritti.

LE ORIGINI DEL NOME

La parola “corporazione” venne in realtà introdotta solo successivamente nel ‘700, mentre nel Duecento, Trecento si usava in Italia il termine métiers “corpi di mestiere”, in Francia “guilds”, in Inghilterra “gilde”, in Germania Zünfte, in Spagna gremios, in Portogallo grémios, in Grecia συντεχνία. Stesso in Italia sono stati assunti nomi diversi in base alla regione: arti in Toscana, fraglie o scuola dell’arte in special modo a Venezia, paratici in Lombardia, gremi in Sardegna, società d’arti a Bologna, collegi a Perugia, derivante dal nome ufficiale latino universitates o collegia.

LA STORIA

Le origini di queste associazioni si fanno partire già dal I secolo: a Pompei c’è una testimonianza data dai graffiti elettorali. In età imperiale le associazioni rappresentavano uno strumento di controllo locale, come vediamo a Ostia, che rappresentava una tappa importante nel percorso di approvvigionamento verso Roma.

Queste associazioni si chiamavano i collegia (al singolare collegium). Con l’imperatore Diocleziano vennero create delle corporazioni di operai e artigiani, che garantissero una stabilità sociale. Testimonianze dell’esistenza di singoli corpi di mestiere in età altomedievale si trovano con riferimento a città rimaste sotto il dominio bizantino, tra cui Roma, Napoli, Ravenna, Otranto.

Nel territorio longobardo si parla dell’esistenza delle corporazioni con la Honorantiae civitatis Papiae. È un testo che fa riferimento a una situazione precedente all’anno Mille. Nella capitale italica erano attive delle corporazioni, dette ministeria, che stavano sotto il podestà della Camera Regia, amministrate da “rettori”.

LE CORPORAZIONI ITALIANE

Già all’inizio del XII secolo abbiamo testimonianza delle prime corporazioni di mercanti. Le prime città interessate erano Pavia, Genova, Roma e Piacenza. In particolare a Milano nacque nel 1159 la Camera dei Mercanti di Milano, nel 1194 la Camera dei Mercanti di Bologna. Queste corporazione presto iniziarono ad avere un ruolo nelle istituzioni delle città, assumendo anche funzioni di natura pubblica, ad esempio funzioni riguardanti la vigilanza delle strade.

LE CORPORAZIONI ITALIANE
LE CORPORAZIONI ITALIANE

Nel Duecento le corporazioni dei mercanti iniziarono ad avere un ruolo importante nel riunire le attività, come accadde a Milano, a Verona, a Parma, a Piacenza, a Cremona. Durante il Trecento, in alcune città, in particolare quelle sotto il controllo signorile la formazione di nuovi corpi di mestiere proseguì. Le corporazioni diventarono corpi costituzionali con un potere anche dal punto di vista politico, con differenza tra città e città. Dalle prime corporazioni dei mercanti, si costituirono anche quelle degli altri mestieri, come quelle degli artigiani, ma che avevano un ruolo minore rispetto alle prime.