Come visto nello scorso articolo, i templari furono gli artefici e i principali soggetti delle crociate, grazie alla loro potenza militare ed alle ricchezze ottenute nacquero numerose leggende sui loro tesori.

Il Sacro Graal

Secondo una versione della leggenda, era la coppa nella quale Gesù bevve durante l’ultima cena. Per altri, invece, era il calice nel quale Giuseppe d’Arimatea, un discepolo di Cristo, avrebbe raccolto le sue ultime gocce di sangue dopo la crocifissione. Intorno al Graal e alla sua ricerca sono nate leggende, cicli cavallereschi, in età diverse e con diverse radici che spesso hanno mescolato elementi della tradizione cattolica ad antiche saghe pagane e celtiche. Al Graal sono stati attribuiti poteri sovrannaturali, sia di natura fisica (capacità di guarire da ogni male, di infondere la vita, di dare ricchezze immense) sia di carattere spirituale. Alla base della tradizione del Santo Graal ci sono pochi e confusi riscontri storici o archeologici (mentre abbondano leggende e storie affascinanti). Ma chiarito questo, dove si pensa sia nascosto il Graal? Le tracce del Graal (o Santo Graal come è anche noto) portano fino a Napoli: al Maschio Angioino, in cui sono stati identificati complessi simboli legati alla mitica coppa e un misterioso “libro di luce” – notato solo di recente – che appare su una parete della antica sala del trono.

Il Tesoro Nascosto
Il Tesoro Nascosto

Il Tesoro Nascosto

Secondo alcuni, tuttavia, i Templari continuarono a prosperare segretamente per anni, custodi di immense ricchezze. In effetti, con la bolla Ad providam del 2 maggio 1312, seguita al Concilio di Vienna, fu ordinato che i beni dei Templari fossero trasferiti agli Ospitalieri. Furono dunque loro ad arricchirsi? Sì e no. Se in Francia l’avido re Filippo pretese dai Cavalieri di Malta, “eredi” dei Templari, una pesante contropartita economica, secondo alcuni addirittura superiore a ciò che avevano incamerato, anche altrove in Europa varie teste coronate reclamarono porzioni del patrimonio templare nei rispettivi domini.

In Portogallo, per esempio, le proprietà dei Templari finirono nell’Ordine del Cristo, creato per combattere i Mori, e i loro beni finanziarono il potenziamento della flotta navale che due secoli dopo avrebbe garantito al regno lusitano un ruolo di primo piano nell’era delle scoperte geografiche. Stessa cosa accadde in Spagna, dove un altro sodalizio militare creato per contrastare la minaccia saracena, l’Ordine militare di Nostra Signora di Montesa, incamerò i beni del Tempio e parte dei suoi Cavalieri. In Germania i loro possedimenti furono spartiti con i Cavalieri Teutonici, mentre Oltremanica le proprietà dell’Ordine di Malta, ex templari o meno che fossero, vennero spazzate via nel Cinquecento dalle confische di Enrico VIII seguite allo scisma dalla Chiesa di Roma. Identico destino ebbero con la Rivoluzione le proprietà residue in Francia.